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  • Valentina Saracco

Una settimana in Islanda ad agosto: itinerario con ring road e deviazioni

Aggiornamento: 22 apr 2022

Per vedere davvero bene tutta l'Islanda probabilmente ci vorrebbe almeno un mese, ma avendo solo una settimana, e sfruttando tutte le ore di luce di agosto, abbiamo cercato di vedere il più possibile!


Ecco il nostro itinerario per 7 notti e (quasi) 8 giorni in questa isola incredibile. E' stato un itinerario stupendo, ma iper intenso, quindi fate i conti con le vostre energie e con il vostro tempo prima di intraprendere questo stesso cammino. A posteriori, penso che questo programma di viaggio (con qualche aggiunta qui e là) sia perfetto per 10-12 giorni presi con calma. Ma se tutto quello che avete è una settimana, e la stanchezza non vi spaventa, allora che aspettate? Leggete qui sotto. Se invece siete in fase di progettazione embrionale e avete ancora tanti dubbi sull'Islanda (che periodo, quale auto, dove dormire, cosa portare etc) potete trovare tutte le info che cercate nell'articolo su COME ORGANIZZARE UN VIAGGIO IN ISLANDA


NB: questo viaggio è stato fatto in pieno periodo covid 2020, quindi è possibile che regole, costi e altri dettagli siano variati con l'allentarsi della pandemia.


GIORNO 1: arrivo a Reykjavik


Non lo calcoliamo nemmeno, arriviamo la sera verso le 19 in aeroporto, i tizi della macchina (Lava Car) ci fanno subito capire che nordico non significa obbligatoriamente puntuale e preciso, arrivano infatti con più di un’ora di ritardo giurandoci più volte che erano a soli 10 minuti di distanza. Arriviamo in hotel a Reykjavik e veniamo piacevolmente trattati come degli appestati perché siamo in attesa del risultato del test anti covid. Quindi non possiamo usare il bar, il ristorante, le aree comuni e dobbiamo mettere la mascherina per andare in bagno. Poco male. Riassunto: ceniamo in camera con del mais in scatola, dei salamini obbrobriosi e altre amenità. Il giorno uno non è esistito, ma fortunatamente il due è alle porte.

DOVE DORMIRE VICINO A REYJIAVIK:


Cameretta privata carina in ostello, in cento, colazione e cucina 58€ bagno in comune KEX HOSTEL

GIORNO 2: Reykjavik, Golden Circle e Seljananfoss


Siamo pronti, carichissimi, arrivano i risultati negativi dei test e decidiamo di fare due passi per il centro, in attesa di iniziare la vera avventura. Magicamente a Reykiavik inizia a splendere il sole! La città cambia faccia già dal primo raggio. Visitiamo il centro, con la sua coloratissima Ranbow street, i dintorni e l'immancabile Cattedrale di dubbio gusto (o la ami o la odi). Per finire abbiamo fatto un giro attorno alla Pond, un grazioso laghetto in centro città.


Finito il giretto preliminare partiamo verso il #GoldenCircle! Visitiamo quindi: - #Thingvellir e il suo parco (niente snorkeling e non ci siamo soffermati troppo a lungo, sapendo che meraviglie ben più grandi stavano per arrivare) - #Geysir il famosissimo gayser puntuale e la sua stupenda area geotermica

- #Gullfoss una delle cascate più belle d’Islanda, in cui, con il sole, abbiamo visto anche uno spettacolare arcobaleno.



Non paghi, per quanto il sole ci stesse lentamente abbandonando, abbiamo fatto una deviazione per Keird, un bellissimo lago formatosi in un cratere.


A quel punto abbiamo tirato in macchina verso Vik, dove avremmo passato la nostra seconda giornata, ma non potevamo non fermarci a Seljananfoss, probabilmente la mia cascata preferita, quella in cui ti puoi lavare come un pirla passandoci dietro. Vista al tramonto, se possibile, era ancora più bella.



Dopo un’altra mezz’oretta di macchina siamo arrivati finalmente alla nostra carinissima base per la notte, verso le 23, stanchi, affamati, ma felici.


DOVE DORMIRE VICINO A SELFOSS:


Questa opzione a due passi da Selfoss, 73€ bagno in comune con cucina e colazione inclusa: Mountain queen angelica


Se volete approfondire il mio viaggio fin qui potete dare un occhio alle mie STORIES IG


GIORNO 3: da Vik a Hofn

Ci svegliamo presto la mattina. Piove. Decidiamo di buttarci nella spettrale Seljavallalaug, una fonte di acqua termale gratuita ai piedi di enormi montagne ricoperte di muschio.


terme islanda

Fradici ma felici, ancora di prima mattina andiamo a visitare #Skogafoss, una cascata non troppo alta, ma a mio avviso spettacolare per l’imponenza della gettata d’acqua.

Nuovamente fradici, chissà se per la pioggia o se per la cascata andiamo verso #Dyrhólaey, il promontorio da cui si vede la spiaggia nera di Vik, i due archi in mezzo al mare e spesso si trovano i puffins. Bello, bellissimo, ma c’era un vento gelido tale che è stato difficile goderselo davvero. La strada per arrivare, tutta tornanti su per la montagna è molto bella.




Scendiamo poi a vedere la black beach, #Reynisfjara Beach, con le sue colonne basaltiche e i famosi faraglioni che si dice fossero troll.


Dopo una pausa spuntino ma soprattutto riscaldamento tiriamo dritto fino a Skaftafell, un bellissimo parco naturale dentro cui si possono fare moltissimi trekking, tra cui l’imperdibile #Svartifoss, la cascata sulle rocce basaltiche. Il parco si trova proprio ai piedi del ghiacciaio, noi abbiamo fatto circa 2h di cammino per arrivare alla cascata (con pausa foto e relax in cima) e un’oretta per andare a vedere il ghiacciaio da vicino. Noi eravamo di corsa, ma una mezza giornata qui è una mezza giornata ben spesa, se poi volete fare l’esperienza di andare sul ghiacciaio coi ramponi, allora meglio prendervi tutto il giorno.



Appena usciti dal parco nazionale, un po’ a caso vediamo un’indicazione per Svínafellsjökull View Point e la seguiamo, ci troviamo direttamente davanti al ghiacciaio, è bellissimo! Non c'è nessuno. 10 minuti di sterrato ci regalano infinita bellezza, con una luce senza eguali.

Dopo infinite foto decidiamo di andare alla laguna ghiacciata più famosa, ossia la

Jökulsárlón Glacier Lagoon, è davvero grande e impressionante con tutti quegli iceberg, non abbiamo fatto il tour in barca, ma con più tempo l’avrei fatto senza dubbio.


Dopo molti “wow” ci spostiamo di soli pochi metri per andare a vedere la DiamondBeach, la spiaggia coi cubotti di ghiaccio. Era ormai tardi, verso le 21, l’unico altro essere umano era un ragazzino russo. C’era un freddo fotonico, ma è stato bellissimo. A questo punto sì, finalmente potevamo andare a dormire, arrivando alla solita ora indecente, cenando schifo verso mezzanotte e svenendo poco dopo.





DOVE DORMIRE VICINO A HOFN:


Rauðaberg II, 45€ a notte, a 20 minuti da Hofn, con bagno e cucina in comune


GIORNO 4: Fiordi Orientali, cascate bollenti e Stuðlagil Canyon


Avremmo voluto tornare a vedere la laguna e la diamond beach con il sole, ma poi abbiamo fatto due calcoli e...no, non ci stava proprio, o meglio, ci stava ma avremmo dovuto rinunciare a chissà quali altre meraviglie. Così eccoci in macchina verso i fiordi orientali. Prima tappa ufficiale #Djúpivogur, la cittadina famosa per il monumento con le uova, anche se ci siamo fermati altre mille volte per la bellezza dei paesaggi a bordo mare (probabilmente il mio tratto di strada preferito). Siamo passati anche da #Hofn, ma ehy, davvero non degno di nota, d'altronde si sa che in Islanda non sono le città a fare bellezza. Dopo un paio d’ore d’auto eccoci a una tappa imperdibile: un hot tub gratuita con vista mozzafiato e acqua bollente (troppo!).


Asciugati e rinvigoriti siamo andati con la 1 fino a Breiðdalsvík, simpatico conglomerato con una manciata di case sul mare.


Da qui, per quanto sicuramente splendidi, abbiamo deciso di abbandonare il mare e prendere la strada 95, che taglia nell’interno arrivando anche a considerevoli altezze. Questi panorami sono stati splendidi!


A quel punto mi sono fatta prendere dall’insana idea di andare in quella cascata di acqua calda che avevo visto in foto, esatto, proprio quella in mezzo al nulla più totale. Abbiamo passato moltissime ore in macchina, la maggior parte in sterrato, ma devo ammettere che i panorami erano così pazzeschi da farcelo dimenticare. Arriviamo a #Laugavallarlaug passando per centrale idroelettrica di Kárahnjúkar. Ogni fatica è ricompensata. Esperienza divina, la cascata di acqua bollente mi mancava, e non è per nulla turistico, vista la difficoltà nell'arrivarci. A sto giro rivestirsi è stato un supplizio, l’acqua era molto calda, ma il vento fuori era veramente, ma veramente gelido.



Ci mancavano pochissime ore di luce per poter andare a vedere sua maestà Stuðlagil Canyon, il canyon basaltico, così ci rimettiamo in macchina e via di sterrato. Finalmente arriviamo, al tramonto, come sempre, dal lato in cui eravamo noi non era possibile scendere, ma solo ammirarlo dall’alto, ad ogni modo era di una bellezza rara.


Ancora un’oretta di strada ed eccoci in questo luogo incantato, che per una notte abbiamo chiamato casa.



DOVE DORMIRE VICINO A ASKJA

Noi purtroppo alla fine ad Askja non ci siamo andati, ma questo è in assoluto il punto migliore per iniziare l'escursione. Il posto è magico, con casette con il tetto in torba, volpi artiche e chiesette che parevano uscite dalle Polly Pocket. Fjalladyrd - Modrudalur á Fjollum, 74€ in chalet con bagno e cucina in comune

GIORNO 5: Dettifoss, Myvatn e Godafoss


Con grande dolore, al posto che andare a Askja, di strada da dove eravamo, ci dirigiamo verso #Dettifoss, la cascata con la maggior portata d’acqua d’Islanda, ovviamente splendida, anche se per raggiungerla bisogna farsi uno sterrato veramente eterno e per nulla emozionante, ne vale la pena.

La nostra giornata prevede poi la zona di Myvatn, così eccoci a Hverir, famosa per le sue pozze di fango puzzolenti e le solfarole, se non avete mai visto niente del genere è davvero impressionante. Se l’avete già visto, è bello lo stesso.



Siamo poi andati a vedere Krafla e il suo splendido lago nel cratere, per la via abbiamo incontrato anche l’affascinante centrale elettrica e la Krafla Shower, la doccia perennemente calda e funzionante che allieta i coraggiosi (c’era un vento ghiacciato terrificante).


Prenotiamo al volo i BagniTermali di Myvatn (wow!) Costano molto ma molto meno della blasonata blue lagoon, ma a mio parere hanno davvero poco da invidiarle.



e andiamo a visitare la #Grjótagjá, grotta con acqua termale al suo interno (ma purtroppo non ci si può fare il bagno, è famosa solo per game of thrones).

Per pranzo ci siamo fermati nel baretto a Dimmuborgir, sentieri tra formazioni laviche (che abbiamo skippato perché non così emozionanti) e dopo 2 ore meravigliose a mollo abbiamo scalato #Hverfjall, un vulcano con un bellissimo percorso lungo tutto il cratere. La salita è relativamente breve e agevole e ne vale davvero la p



Non potevamo ovviamente non fare una passeggiata sul lago vero e proprio, facendo sosta anche al parco #Hofdi. Il paesaggio è surreale, sembra la casa delle fate!


Per finire stancamente in bellezza abbiamo fatto uno stop a #Skútustaðagígar, un insieme di “pseudo crateri” creati dal passaggio della lava a contatto con l’acqua.



Ormai il sole ci stava lasciando, ma a noi mancava ancora un'attrazione fondamentale: #Godafoss la cascata degli dei.



E poi ecco la follia “facciamo una tirata”. Il nostro programma non ci consentiva di visitare con calma anche le penisole del nord, così tanto valeva tagliare, di sera, col buio. Siamo arrivati fino ad #Akurery, dove ci siamo fermati giusto per un hot dog, e siamo giunti finalmente a casa a mezza notte, sfatti, a #Blonduos. E siamo anche rimasti chiusi fuori di casa, ma questa è un'altra storia.



DOVE DORMIRE VICINO A Blönduó:

Hvammur 2 Guesthouse Red House Solita guest house carina e pulita, con bagno in comune e una posizione davvero invidiabile direttamente sul mare. 76e a notte.


GIORNO 6: la penisola di Snaefellsnes


Giorno dedicato alla penisola di Snaefellsnes. Dopo 3 interminabili ore d’auto (sembrava così vicino sulla mappa...) siamo arrivati a vedere la famoserrima Kirkjufellsfoss, la cascata con dietro la montagna dalla forma bizzarra che avrete visto in mille fotografie, poco distante da Grundarfjörður.

#Kirkjufellsfoss

Abbiamo poi fatto il giro classico della penisola visitando:

  • Ingjaldshólskirkja, chiesetta nel nulla con ghiacciaio sullo sfondo

  • Skarðsvík Beach, cosidetta spiaggia bianca, che poi così bianca non è

  • Djúpalónssandur beach, spiaggia con i resti di un famoso relitto

  • Londrangar View Point (bellissima vista sulle cliffs laviche)

  • Arnarstapi (paesino sulle cliffs da cui parte un bel sentiero panoramico di trekking)

  • YtriTunga, meravigliosa spiaggia piena di foche





Come sempre sfatti arriviamo tardi, ma meno del solito, al nostro giaciglio notturno. Questa volta abbiamo vinto su tutta la linea!


DOVE DORMIRE VICINO ALLA PENISOLA DI SNAEFELLSNES:

Fossatun camping pod 56€ euro a notte + noleggio lenzuola, in Pod, bagno e cucina in comune. Un posto a dir poco magico! Qui, oltre ai pods sparsi nella natura c'è un ristorante che dà direttamente su una cascata, una serie di giochi e sentieri dedicati ai troll e delle vasche idromassaggio riscaldate da cui guardare l'aurora (che noi abbiamo perso per 15 minuti, no comment).



GIORNO 7: Landmannalaugar


La follia numero due: “beh ma se abbiamo saltato Askja con l’idea di poter fare un po’ di interno alla fine, dobbiamo andare a Landmannalaugar


4 ore dopo circa ci eravamo. E’ come stare su marte, quindi ogni fatica è stata ricompensata. Noi abbiamo fatto il trekking da ⅔ ore, ma ce ne sono per tutti i gusti, e ricordatevi che alla fine come ricompensa vi aspetta un fiume bollente in cui buttarvi! La giornata tra trekking, e viaggi in macchina è volata via così.


DOVE DORMIRE VICINO A HELLA

La sera abbiamo dormito qui: Hella, 78€ bagno in comune, con idromassaggio

GIORNO 8: Reykjavik e dintorni

The end is near.

Torniamo verso Reykjavik per finire di visitare la città e per concederci un pasto decente. Oltre alla passeggiata in centro, da non mancare assolutamente:

  • #Perlan, museo con ristorante che ha una cupola meravigliosa da cui si vede di una vista mozzafiato sulla città e dintorni

  • Spiaggia geotermale di #Nauthólsvík, esatto, ho fatto il bagno nel mare islandese, ma c’è il trucco, proprio sulla spiaggia si trovano delle piscine di acqua calda che rendono possibile il buttarsi in mare.



Poi abbiamo comprato pochi, pochissimi souvenirs, ci siamo persi e abbiamo rischiato di perdere l’aereo, ma tutto è bene quel che finisce bene, e la notte eravamo di nuovo a Milano.


Ricapitolando: il nostro itinerario è stato spaziale, mi è piaciuto tantissimo e lo rifarei altre mille volte. Ciò detto, io in viaggio sono abituata a tenere ritmi molto sostenuti ed è più che normale che non tutti vogliano fare la stessa cosa, tanto meno guidando più di 400km al giorno. Anche perché io mi sono resa conto che gli ultimi due giorni mi sono goduta molto meno il tutto perché ero veramente, ma veramente stanca. In alternativa, se come me siete abituati a tarellare come dei pazzi, no problem, seguite pure il nostro esempio, in fondo, chi sono io per impedirvelo? :) Però, se posso vi consiglierei di fare il giro opposto. In questo modo l'effetto wow andrà in salita e lasciate gli spostamenti più lunghi all'inizio, quando sarete ancora un po' più freschi. Landmannalaugar visitatelo subito prima o subito dopo il circolo d'oro, lasciandovi anch'esso come ciliegina sulla torta finale. In alternativa lasciate perdere quest'ultimo e inserite la visita a #Askjia subito dopo Myvatn.


MAPPA PER L'ITINERARIO DI UNA SETTIMANA IN ISLANDA

Qui sotto trovate la mappa con il nostro itinerario, i pernottamenti e la divisione in giorni. Troverete molti più punti di quelli che noi siamo effettivamente riusciti a vedere, così, nel caso in cui aveste più tempo, potete andare a scoprirli con calma. Spero possa esservi utile.


Buona scelta e buon viaggio esploratori!


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