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  • Valentina Saracco

Pontremoli, il gioiello della Lunigiana - cosa vedere (e mangiare) in un giorno.

Aggiornamento: 8 lug 2022

Pontremoli per me è stata a lungo solo un’uscita autostradale tra Milano e la casa al mare, poi un giorno abbiamo deciso di fermarci per un pit stop, e abbiamo scoperto una cittadina deliziosa...e una cucina strepitosa! Ma partiamo dall’inizio.

Pontremoli si trova in un meraviglioso crocevia di regioni, sorge infatti in Lunigiana, tra Emilia, Liguria e Toscana, anche se a livello politico è in provincia di Massa Carrara, quindi il Chianti vince sul Vermentino e sul Lambrusco.

COME ARRIVARE A PONTREMOLI


In macchina da Milano sono circa 2 ore e 10 passando per la Cisa. Se volete abbandonare l’autostrada e fare i passi di montagna ci vorrà molto di più, ma i panorami meritano molto. In treno, partendo da Rogoredo ci sono diversi treni che raggiungono Pontremoli, anche uno diretto (di buon mattino) che ci mette tra le 2,5 e le 3 ore. Se avete un buon libro da leggere nel viaggio, può essere un’opzione da tenere in considerazione.



STORIA DI PONTREMOLI


Pontremoli ha una storia molto antica, direi preistorica, contando che ci sono alcuni reperti archeologici proprio di quell’epoca conservati dentro al Castello del Piagnaro. Probabilmente Pontremoli era l’antica città di Apua, capitale degli apuani (da cui prendono il nome anche le vicine alpi) che popolavano questa zona, prima che arrivassero i romani. Nel suo piccolo è sempre stata una città molto importante per i commerci proprio grazie alla sua posizione cruciale, un vero via vai di mercanti, ma anche di pellegrini, visto che, proprio da qui, passa la via Francigena. Il nome Pontremoli invece deriva molto probabilmente da un ponte...tremulo, insomma, non troppo stabile, quindi suppostamente in legno.


COSA VEDERE A PONTREMOLI


  • I PONTI

Arrivando a Pontremoli la prima cosa che noterete è l’incredibile quantità di ponti che ci sono, per una cittadina così piccola, che infatti viene attraversata non da uno, ma da ben due fiumi: Il Magra e il Verde, creando così un abbraccio di acqua dolce in cui viene racchiuso il centro storico. I ponti sono una delle principali attrazioni della città o, quanto meno, offrono uno dei migliori scorci del borgo al di là del fiume. Il ponte più famoso è sicuramente quello della Cresa, oggi simbolo di Pontremoli. Nonostante le numerose piene del fiume la sua resistente struttura in pietra, ha resistito sino ad oggi dal 1300, quando fu realizzato. Il più panoramico invece è il ponte dei Quattro Santi, da cui potete vedere tutta la città dominata dal castello.





  • IL CENTRO STORICO


Essendo una piccola cittadina medievale, piena di vicoli e case in pietra, il mio primo consiglio, come sempre, è passeggiate e perdetevi tra le sue vie e i suoi archi, il centro storico è davvero grazioso. Quello che mi è piaciuto di più è la quantità di botteghe storiche (o talvolta di insegne di botteghe storiche, che ora vendono tutt’altro), che permettono a Pontremoli di mantenere un incredibile fascino vintage, fuori dal tempo.





  • PIAZZA DEL DUOMO

Ovviamente è imperdibile il Duomo, anche perché ci sbatterete contro pur senza volerlo. Il Duomo sorge nel 1636 su quella che era una chiesetta medievale chiamata Santa Maria alla Piazza, dove all’interno c’era l’immagine, amatissima, della Madonna del Popolo. Nel 1622 arrivò la peste e i pontremolesi chiesero alla Vergine di risparmiarli, in cambio avrebbero donato sufficiente cera per mantenere la chiesa sempre illuminata e l’avrebbero ricordata con una processione e una festa ogni 2 di luglio (festa ancora in auge). Poi però nel 1630 la peste tornò, e per i pontremolesi era arrivato il momento di alzare la posta in gioco: così chiesero di nuovo alla Vergine di far cessare il flagello, ma questa volta in cambio avrebbero costruito il tempo “il più sontuoso, ricco e capiente di popolo possibile”. Salvati dalla pestilenza, i cittadini iniziarono con la costruzione del Duomo, che si realizzò velocemente, anche grazie alla fiorente cultura ed economia che caratterizzava Pontremoli in quegli anni.



  • PIAZZA DELLA REPUBBLICA


Poco più avanti si raggiunge piazza della Repubblica dove svetta la Torre del Campanone, torre di 36 metri e unica parte rimasta in piedi dell’antica fortezza dei Cacciaguerra. Una fortezza in mezzo alla città, avete capito bene. Praticamente le magagne tra Guelfi e Ghibellini sono arrivate fino a Pontremoli, quando il nostro Castruccio Castracani, nel 1322, decise di dividere il borgo in due, con la cortina di Cacciaguerra, che separava le famiglie guelfe (a nord), dalle ghibelline (a sud). In pratica piazza della Repubblica e piazza del Duomo erano rispettivamente della parte sud e nord. C’era addirittura un fossato e un ponte levatoio. Sulla piazza si affacciano anche il palazzo comunale, il palazzo del tribunale, palazzo Bocconi e palazzo Pavesi.


  • PONTREMOLI CITTÀ DEL LIBRO


Dovete sapere che in un comune di poco più di 7 mila abitanti, ci sono 3 librerie e che proprio qui si tiene annualmente il famoso Premio Bancarella, che elegge il miglior libro dell’anno. Ma da dove viene tutta questa passione per i libri? Pensate che l’appellativo “pontremolese” è diventato sinonimo di libraio. Già dai giorni antichi, dall’alta Lunigiana sono partite moltissime generazioni di librai ambulanti, che percorrevano la via francigena, libri in spalla, per andarli a vedere porta a porta, o meglio, cascina a cascina, in Nord Italia. In primavera, per non rischiare di andare a “battere” le stesse zone e farsi concorrenza, al passo della Cisa si svolgeva il rito dell’assegnazione delle zone di vendita. Spesso compravano dai resti di magazzino delle case editrici, per poi rivendere i libri a prezzi ben superiori.

«Non avevano confidenza con l’alfabeto, ma “sentivano” quali libri era il caso di comprare e quali no: in virtù di un sesto senso che, dicono, è stato loro donato dal demonio in un’ora di benevolenza» Questa frase è stata detta da Oriana Fallaci che nel 1952 partecipa alla nascita del Premio Bancarella. «Aprivano per esempio una pagina qualsiasi dell’Orlando Furioso e cominciavano a declamare. Non leggevano, ma ripetevano le ottave che avevano sentito leggere da altri. I contadini, dopo essersi fatti giurare sulla Madonna dei Sette Rosari che lì dentro c’erano scritte proprio quelle belle parole, si decidevano a prendere il libro per non meno di dieci soldi»


Vendere i libri in questo modo era proficuo, ma anche molto scomodo (la pioggia, la neve, il peso dei libri etc), così in molti così si dedicarono alle bancarelle dove vendevano stampe, calendari, libretti religiosi e romanzi.

Se volete andare a comprare dei libri da una bancarella, allora proprio non potete non passare dalla Fiera del Libro in piazza della Repubblica, dove diversi banchi pieni di libri vecchi e nuovi si riparano sotto ad antiche arcate. Io ci ho trovato delle pagine di giornale del 1917, così come la guida sulla Lunigiana che mi è stata indispensabile anche per scrivere questo articolo.


  • IL CASTELLO DI PIAGNARO


A fare da tetto a Pontremoli c’è il suo castello, che un tempo faceva parte di un più ampio sistema difensivo. Anche se le prime tracce della fortificazione risalgono al primo millennio, il castello venne distrutto e ricostruito infinite volte. La parte più antica che ci rimane è un torrione semicircolare del 1400. Quello che di certo ha di imperdibile il castello è la vista del borgo dall’alto.

Per raggiungerlo ci sono 2 metodi: l’ascensore, o l’antica via che passa per l’omonimo borgo, che deriva il suo nome dalla vicina cava di “piagne” ossia lastre grigie di arenaria utilizzate in Lunigiana per rivestire i tetti degli edifici, incluso quello del castello.


All’interno del Castello si trova anche il Museo delle Statue Stele Lunigianesi: una raccolta di monoliti che rappresentano figure umane stilizzate, realizzate in tempi antichissimi fra il IV e il VI secolo a.c. Si sa ancora poco sulla loro funzione, ma si suppone siano monumenti funembri.

L’ingresso al museo (qui il sito ufficiale) costa €7, controllate gli orari che variano a seconda della stagione!




DOVE MANGIARE E BERE A PONTREMOLI


  • CAFFÉ DEGLI SVIZZERI


Per una colazione, una merenda o un aperitivo, questo antico caffè in piazza della Repubblica (ormai l’avrete capito che è tutto lì) sarà perfetto per un sosta e un salto indietro nel tempo. Nel 1924 il podestà dell’epoca insistette per l’apertura di un caffè raffinato, che potesse ricevere gli ufficiali dell’esercito che passavano spesso per la città, avendo un campo di esercitazioni nelle vicinanze. Il Caffè degli Svizzeri diede vita ad una nuova atmosfera a Pontremoli, diventando punto di incontro di signore borghesi e intellettuali. Entrando vi accorgerete che quell’atmosfera non se n’è mai andata.






  • TRATTORIA NORINA




Siamo arrivati a Pontremoli tardi, erano già le due. In un’atmosfera covid post apocalittica (in giro non c’era davvero nessuno), evidentemente erano tutti lì: alla trattoria Norina. Abbiamo pazientemente atteso in coda fuori, affinché si liberasse un tavolo. In realtà sono stati anche abbastanza veloci e dopo poco di hanno chiamato per farci accomodare. Dentro. Però ecco, una volta dentro abbiamo scoperto che c’era un fuori, e che dava direttamente sul fiume, era meraviglioso, volevamo mangiare lì, così aspettiamo, ancora. Mangiamo tardi, siamo ovviamente gli ultimi, qualche piatto era finito, ma siamo stati trattati con i guanti e il cibo era veramente eccezionale. Ci sono poche scelte, ma di ottima qualità. Ovviamente abbiamo chiesto un antipasto della casa che, oltre ai classici salumi con sgabei (pasta di pane fritta) e torta alle ebre, presentava un piatto bizzarro che non avevo mai assaggiato: frittelle di farina di castagne con ricotta fresca. DIVINE. Poi dei buoni ravioli e della faraona. Purtroppo quel giorno non c’erano i funghi, che sono proprio il piatto forte del posto, e di tutta la val di Taro. La cosa più bella? il conto. 40€ in due, con vino e caffè e voglia di rotolare all’uscita. Insomma, ve lo consiglio di cuore. Altro piatto tipico da non perdere se siete da queste parti sono i testaroli con pesto di Pontremoli, trovate la ricetta qui Insomma, in estremo riassunto, anche solo per il pranzo, vale il viaggio, ma in realtà c'è molto, molto di più! Ad esempio, già che siete qui potete visitare gli splendidi stretti di Giaredo di cui vi parlo QUI


E voi, ci siete mai stati?


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